Siamo vicini al limite operativo, per questo oggi i contenuti funzionano solo se riducono lo sforzo mentale.

Dentro questa fatica nasce anche la sfiducia, che tende a generalizzare e a chiudere tutto per protezione, anche quando quel rifiuto va contro il nostro interesse. Questo mi ha portato a rivedere l’idea dell’“hard disk pieno” di cui ho spesso parlato e ho capito che non è solo memoria piena, ma è capacità di calcolo limitata. 

Cioè quanta roba riesci a tenere insieme nello stesso ragionamento.

Pensala come una sala consultazione di una biblioteca: il regolamento non ci permette di consultare più di 5 volumi alla volta. In quello spazio ristretto, la differenza non la fa la quantità di informazioni, ma fa la forma con cui le impacchetti. Cinque fogli sparsi sono cinque volumi, ma quegli stessi fogli rilegati con un senso logico diventano un solo volume e questo è ciò che dovremmo riuscire a fare con i contenuti. Esempio: parole isolate come pioggia, Milano e weekend sono unità di memoria singole e consumano la banda cognitiva disponibile del nostro cervello, se però le combino in una frase di senso compiuto le cose cambiano parecchio, infatti “un weekend di pioggia a Milano”,  è per il nostro cervello una sola unità, questo perché c’è una struttura che tiene insieme tutto dando un senso a ogni componente.

Facendo contenuti quando arriviamo con dati disgregati, esempi sparsi e ragionamenti che non si legano, chiediamo un grande sforzo cognitivo e spingiamo le persone verso il rifiuto indifferenziato. Quando invece costruiamo una sequenza dotata di senso, il contenuto “scorre” perché il cervello deve fare meno lavoro per collegare i pezzi. Non è un tema di intrattenimento, è un tema di processabilità, e infatti i messaggi narrativi risultano più persuasivi proprio perché richiedono meno energia mentale.

Oggi la responsabilità non è dire più cose, ma è far stare le stesse cose dentro una forma che le renda maneggiabili.

 

Le due ricerche citate in puntata:

Nelson Cowan, 2010 — The Magical Mystery Four: How is Working Memory Capacity Limited, and Why?

Bullock, Shulman, Huskey, 2021 — Narratives are Persuasive Because They are Easier to Understand