Ascolto Beltrami
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Come creare una chiamata all'azione

 

1:46 Cosa chiedere in CTA?
6:57 Come formulare una chiamata all’azione?
8:46 Mostrarsi disponibili per differenziarsi dai competitor
15:33 Stabilire delle regole per il contatto
20:31 Intercettare e avvicinare i clienti d’oro 
28:38 Minuto Bordino

 

Stringi stringi, il grande lavoro che facciamo con i contenuti dovrebbe permetterci di “chiedere” (con una chiamata all’azione o CTA).
C’è un però: possiamo chiedere solo quando abbiamo già dato. Ciò che potremo ottenere è sempre la conseguenza diretta di due fattori:

  1. Valore seminato (tutto ciò che abbiamo regalato)
  2. Capacità di chiedere in modo appropriato

In particolare, per il secondo fattore, sbagliare nel formulare la nostra richiesta significa perdere ciò che ci siamo guadagnati.

 

Cosa chiedere in una CTA?

  1. Dati e informazioni - come l’indirizzo email. Indirettamente ti sto chiedendo il permesso di scriverti e intraprendere una relazione con te

  2. Tempo - necessario per fruire dei nostri contenuti (guarda il video significa dedica 10 minuti del tuo tempo)

  3. Impegno - l’iscrizione ad un webinar, dove il cliente si impegna a partecipare

  4. Soldi - la richiesta più ambita ma anche la meno impegnativa (attenzione e tempo sono valute molto più pregiate)

È vitale ragionare sul vero significato di ciò che chiediamo, questo ci permette di formulare richieste più centrate. È così che potremo indicare al cliente la strada e fargli capire dove indirizzare le sue energie e la sua attenzione.

 

Come chiedere?
Nella CTA si utilizzano parole come “guarda”, “iscriviti” o “scarica”. Eppure il vero lavoro sta a monte: prima siamo tenuti a dare, e solo dopo possiamo pensare di chiedere qualcosa.

 

I clienti vogliono una relazione con noi
La necessità dei clienti di interagire con un altro essere umano è oggi per professionisti e micro imprese una grande opportunità. Dobbiamo mostrarci disponibili per accorciare le distanze e alimentare la fiducia nei nostri confronti. C’è scarsità di rapporti umani, proprio per questo sono considerati di così alto valore. 

 

Essere autentici premia, ma per accorciare le distanze serve coraggio: significa esporsi e aprire i canali di comunicazione diretta con noi. Una cosa che i big non potranno mai fare perché giocano un altro campionato e i concorrenti diretti poco autentici si rifiuteranno di fare perché preferiscono rimanere nell’opacità (la condizione che gli permette di agire con piccole scorrettezze nei confronti dei clienti). 

 

Ecco perché chi si espone senza filtri, permettendo ai clienti di avvicinarsi, vince.

 

Le regole della tua CTA
Puoi imporre regole di accesso nella misura in cui hai dato. Infatti, servono dei paletti: non possiamo essere disponibili con tutti. Il nostro compito non è risolvere i problemi di pigrizia di chi si avvicina a noi. Ecco perché, possiamo richiedere un piccolo impegno sfruttando i contenuti -la lettura di un articolo specifico del blog o la visione di un video su YouTube. Solo così, potremo fare una scrematura iniziale. Questo è l’unico approccio sano che permette di evitare le dinamiche di assistenzialismo, da cui ogni impresa cerca di scappare ogni giorno.

 

Chi non riesce a dire no ai clienti fuori target, finisce consumare tempo ed energie a discapito di tutti quei clienti d’oro che non vedevano l’ora di avvicinarsi, ma che, se abbandonati, andranno altrove con i loro soldi.  

 

Bastano poche regole, per misurare un interesse genuino applicando un filtro di ingresso. Così potremo utilizzare la CTA più bella del mondo, ovvero quella che propone un contatto diretto tu-per-tu che è poi la risposta al bisogno più profondo di ogni cliente: relazionarsi con altri esseri umani. 


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