Darwin applicato ai contenuti che vendono
Nel 1904 Semon Wolfgang usa per la prima volta il termine “meme” per definire l'unità di trasmissione culturale dell’esperienza.
Nel 1976 Richard Dawkins pubblica Il gene egoista e porta quel concetto dentro un’analogia evoluzionistica, trattando le idee come entità che si replicano e cambiano forma (come geni).
La memetica oggi non è una scienza nel senso pieno del termine, ma ci è utile perché illumina un punto che nel marketing viene ignorato.
Noi produciamo contenuti, ma l'obiettivo non è riempire piattaforme e archivi. Un contenuto se è utile entra nella memoria del cliente e quando trova una connessione passa a qualcun altro, esattamente come un’infezione (infatti parliamo di contenuti virali). I geni hanno una via di trasmissione vincolata, mentre un meme può saltare da una testa all’altra con un contatto minimo, basta ascoltare una melodia fischiettata per strada.
Quando diciamo “è diventato virale” stiamo descrivendo la stessa dinamica, soltanto in un ecosistema più veloce.
Quello che chiamiamo meme nel linguaggio quotidiano è solo una versione del fenomeno, ma un meme è molto di più: è un rito, una melodia, uno slogan, un proverbio e anche un messaggio commerciale.
Da Dawkins porto a casa l’idea di “minima unità culturale”, cioè il seme che resta dopo che il resto è evaporato. Se guardi un contenuto lungo e poi lo consigli a un amico, userai poche parole per descriverlo e in quel passaggio capisci se ciò che hai creato è forte oppure debole.
Un messaggio funziona quando è ripetibile senza deformarsi e quando non muore appena cambia una tendenza di settore.
Se la frase viene ricordata e detta con le stesse parole, hai una traccia stabile, ma se ogni volta si modifica si tratta di un gene (meme) debole. Per questo ha senso analizzare ciò che hai già pubblicato, non soltanto con numeri e metriche, ma ascoltando il linguaggio dei clienti: quali parole ti rimandano indietro, quali formule tornano identiche e quali concetti restano anche dopo settimane.
Senza la presenza di meme forti bisognerà ripartire ogni volta da zero e quel modo di lavorare oggi chiede una quantità di energia che non è disponibile per i piccoli business. Insomma, la genetica dei tuoi contenuti parte da una costruzione consapevole del messaggio centrale che si duplicherà e diffonderà proprio come i geni più forti in natura.
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